Lo so, che probabilmente ti stai chiedendo “cosa c’entra la Apple con una termocamera usata?”

Non preoccuparti, al di là del titolo un po’ goliardico, continuando a leggere scoprirai che non l’ho scritto, per fare propaganda negativa all’azienda della mela morsicata.

Infatti con l’articolo di oggi, voglio condividere con te un’esperienza molto interessante…

Esperienza utile per chi deve valutare l’acquisto di una termocamera usata.

Ma prima lasciami fare una piccola premessa:

Oggi,  capita sempre più spesso che i nostri clienti fanno un aggiornamento strumentale,
acquistano una nuova termocamera, dandoci in permuta la loro “vecchia” strumentazione.
Cosa al quanto gradita da noi rivenditori FLIR, per duplici aspetti:

1) Se cambiano termocamera vuol dire che ci lavorano abbastanza da giustificare un nuovo investimento e questo non può che farci piacere. 2) Queste forniture per noi sono un’ottima opportunità per soddisfare l’enorme domanda di termocamere usate.

******************************[Fine premessa]******************************

L’idea di questo articolo nasce venerdì, mentre avevo tra le mani la FLIR E50bx di un nostro cliente, che avremmo dovuto prendere in permuta. E come da prassi, per evitare eventuali problemi post-fornitura, stavo effettuando personalmente un checkup generale per verificarne il corretto funzionamento.
Checkup che ti sintetizzo in 4 semplici punti:

  • Verifichiamo lo stato d’usura (tasti scoloriti, segni sul case)
  • Controlliamo se funziona tutto perfettamente (menu, funzioni di misura ecc.)
  • Confrontiamo delle foto scattate su corpi “campione” con dati acquisiti
    da strumenti appena calibrati.
  • Aggiorniamo il firmware all’ultima versione

Proprio l’ultimo passaggio, l’aggiornamento firmware, ha dato vita al simpatico titolo:

Termocamera usata: ecco la Apple cosa dovrebbe imparare da FLIR

Sai, sono un fan della Apple. Sono un consumatore che in technical jargon viene definito
early adopter (acquisto subito un nuovo dispositivo lanciato sul mercato da una specifica azienda).

Ciò che mi piace di più dei prodotti Apple, è la semplicità d’uso (se hai un mac puoi capire 🙂 )

Da early adopter, quale sono e cambiando device ogni anno, non ho mai fatto aggiornamenti radicali del sistema operativo. Ma la scorsa settimana, sotto richiesta di mio padre, aggiorno il suo Ipad dalla versione iOS 7.1.2 alla versione più recente.  Non l’avessi mai fatto!

Dopo l’aggiornamento noto un drastico rallentamento. Il menu a tendina con le notifiche era sparito e il tasto home nella funzione di “esc” non fungeva più… Insomma un bel casino!

Dopo due vani tentativi di re-istallazione, faccio una breve ricerca sul web e scopro che il “mio problema” non è un caso isolato, mi rassegno e ahimè sono costretto a procedere con il downgrade (istallo la vecchia versione) e voilà… tutto ritorna a funzionare.

A pensar male si fa peccato ma sai com’è…

Se il problema è cosi diffuso (migliaia di risultati su google), ipotizzo che la Apple per garantirti una user experience, con il solito standard qualitativo, con gli aggiornamenti piuttosto che integrare nuove funzioni al tuo prodotto, vuole spingerti a cambiarlo per uno nuovo.

Altro che “IOS 9: Il modo più evoluto di interagire con un dispositivo mobile.”

Torniamo a noi e alla nostra termocamera usata da aggiornare

Capisci bene che dopo l’esperienza di cui sopra e ricorrendo ad un comune Sillogismo (una figura logica consistente in una premessa maggiore e in una minore aventi un termine comune, e in una sintesi tra le due) ero tentennante nel fare l’aggiornamento.

Sillogismo illogico:
Premessa Maggiore: La Apple è un’azienda che produce tecnologie
Premessa Minore: Con gli aggiornamenti vuole forzarti a cambiare il prodotto
Conclusione: Tutte le Aziende possono fotterti con gli aggiornamenti

Infondo nella termocamera funzionava tutto alla perfezione e tra le mani mi trovavo uno strumento, fuori garanzia, con un valore commerciale di 3.000 € circa. Mica noccioline!

Termocamera usata: ecco la Apple cosa dovrebbe imparare da FLIR immagine 2Sarò stato li con il programma aperto e lo strumento collegato al mac per almeno mezz’ora ma alla fine mi sono deciso. O la va, o la spacca! Ed ecco i 40 minuti più lunghi della mia vita.

Finito l’aggiornamento posso tirare un sospiro di sollievo perché tutto sembra funzionare.
Nonostante i suoi tremila termogrammi acquisiti e i suoi quattro anni di vita, va che è una bellezza.

Brava mum FLIR che segni un altro punto a tuo favore e ti chiedo scusa per aver dubitato di te  😉

Morale della favola…

Che questa mia esperienza ti faccia riflettere.
Se mai ti capiterà, di valutare l’acquisto di una termocamera a maggior ragione se la termocamera è usata e se acquisti da un privato. Segui questi semplici consigli da un addetto ai lavori:

Non valutare solo il prezzo, lo stato d’uso e la risoluzione ma soffermati sul produttore. Verifica che ci sia assistenza in italiano, verifica che abbiano una sede nazionale e opta per un marchio diffuso.

Non comprare strumenti cinesi o con nomi strani perché se acquisti, da un privato, uno strumento che al mondo siete in dieci ad avere, di certo ricercando informazioni su canali non ufficiali (WEB) per eventuali problemi non troverai alcuna risposta.

Prima di lasciarti ecco qualche immagine della termocamere in questione.

Termocamera Usata FLIR E50bx Termocamera Usata FLIR E50bx Laterale
Termocamera Usata FLIR E50bx Frontale display

Altro che termocamere usate, queste sono immortali. Dì la verità, non sembra nuova?

Questa termocamera è stata già venduta, ma puoi trovare altri modelli qui =>> Termocamere usate

 

Welcome to infrared world!

Dario Crisafulli
Mail: termocamerafacile[chiocciola] gmail.com
Mobile: 0039 3337910427
Facebook: TermocameraFacile

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