Termografia nei contenziosi civili e validità legale nei tribunali

Capita molto più spesso di quanto non s’immagini di giungere ad una causa civile per una problematica legata ad un edificio: ma come ottenere dati concreti e confutabili da presentare in sede legale? La termografia può rappresentare la giusta risposta.

Non è raro, infatti che una relazione termografica, finisca in un tribunale.

Perché?

Perché (se non siete proprio digiuni di termografia), riflettendoci , un’indagine termografica per fini legali, può essere richiesta dal CTU, per palesare a cosa e a chi sia imputabile una problematica. Come ad esempio, dei difetti costruttivi, che generano proliferazione di muffe all’interno di una abitazione.

 

Una termografia per fini legali, ti consente di acquisire dati precisi, ripetibili e confrontabili.

 

Questi dati oggettivi, ovvero i termogrammi,  sono di grande supporto in un contenzioso civile.

Ma come per altre applicazioni, nel caso in cui un CTU si avvalga dell’indagine termografica, i termogrammi, per essere incontestabili, dovranno essere acquisiti con criterio e la relazione tecnica dovrà essere corredata di tutti i parametri che potrebbero influire sui risultati.

In pratica, se da un lato, la termografia si presta benissimo a soddisfare questa esigenza, dall’altro, l’operatore deve essere più che mai preparato e deve conoscere le regole evergreen della termografia IR.

Diversamente parliamo di mero dilettantismo e la relazione tecnica potrebbe divenire oggetto di imbarazzanti contestazioni.

Le termocamere e le ispezioni legali secondo la UNI EN 13187 che si intitola ”Rivelazione qualitativa delle irregolarità termiche negli involucri edilizi – Metodo all’infrarosso”.

 

Termografia in una disputa legale

 

Recentemente, ad esempio, si è discussa, presso un’aula di Tribunale di Vicenza, una causa incentrata sulla presenza di muffa presso un condominio:

Da un lato le ragioni degli inquilini, certi del fatto che tale inconveniente fosse generato da un preciso difetto di costruzione, in contrapposizione alle ragioni del costruttore, convinto che la colpa fosse dei condomini e del loro “brutto vizio” di non arieggiare correttamente i locali.

Il contenzioso ha trovato soluzione grazie all’utilizzo di una diagnosi tecnica mediante l’uso di una termocamera FLIR, abilmente utilizzata dall’operatore certificato, Eviana Faccin, tecnico della di multites srl, azienda di consulenza termografica, chiamata in causa dal consulente tecnico del Tribunale per le ispezioni di natura legale concernenti il caso in questione.

 

Prevenzione muffa su zone male isolate

Funzione Allarme umidità: Combinando i valori di umidità dell’aria e della temperatura, attraverso l’utilizzo di una apposita funzione, sarà semplice prevedere dove ed entro quanto tempo comparirà la muffa.

 

Dall’analisi degli appartamenti è emersa la presenza di diversi “ponti termici”, generati da aree delle abitazioni con un minor isolamento: le indagini hanno, quindi, messo in luce la correlazione diretta tra i ponti termici e la muffa, visto che quest’ultima era presente esattamente nelle zone evidenziate, appunto, come “ponti termici”.

E’ apparso, quindi, chiaro come la muffa fosse scatenata da precisi difetti costruttivi, e questo ha portato all’addebito dei danni a carico del costruttore.

Per le prove richieste dal Tribunale è stata utilizzata una Termocamera FLIR B335 (equivalente alla nuova T530) dotata di obiettivo grandangolare di 45 gradi, utile per l’acquisizione, in una singola fotografia, di immagini di intere porzioni da ispezionare: i report di ispezione sono stati generati tramite software FLIR Report.

 

Termografia per disputa legale - muffa e ponti termici

 

Ma non sempre con la sola termografia si riesce a determinare, a cosa e a chi sia imputabile una problematica.

 

Infatti, come consiglia il nostro docente Luca Del Nero, sul suo blog, l’indagine termografica non si fa “alla carlona” scattando dei termogrammi in un’ora a caso ma seguendo una strutturata serie di passaggi:

  1. Si inizia dall’ispezione visiva dell’edifico per comprendere in linea di massima quali e quanti sono “i problemi”;
  2. Si procede scegliendo il periodo idoneo all’analisi. Infatti non tutte le stagioni si prestano ad un’indagine termografica di questo tipo;
  3. Poi istalliamo i datalogger nelle stanze oggetto di analisiche registrano valori di temperatura ed umidità. Così comprenderemo come è regolato il riscaldamento e se si arieggia correttamente l’ambiente con le aperture degli infissi;
  4. Dopo qualche giorno, vengono fatte le foto termiche sia dentro che fuori l’edificio;
  5. I termogrammi che faremo saranno “compensati” con il valore di emissività dei materiali (eventualmente lo determineremo sul posto) e dell’influenza dei fattori ambientali;
  6. Le temperature devono essere confrontate con quelle critiche di riferimento: leggi, normative, calcolo o con altri sistemi;
  7. Infine si invia report termografico certificato.

 

 Termografia-in-disputa-legale-unitamente-alla-istallazzione-dei-datalogger

 

Come vedete, tale, importante, tecnologia si rivelerebbe totalmente inutile se non si fosse realmente in grado di saperla usare nella sua totalità.

 

Proprio per questo motivo, la formazione è un tema centrale per noi, che da sempre organizziamo corsi con l’ITC.

L’unica scuola di termografia, che oltre al “pezzo di carta” ti fornisce delle competenze concrete e pratiche, che ti consentiranno, sin da subito di sfruttare al 100% la tua strumentazione ma sopratutto non ti faranno fare figuracce con i tuoi clienti o con i tuoi colleghi che si affidano a te per le indagini IR.

Concludo, ringraziando la Multites srl e la Dott.ssa Eviana Faccin, oltre che per il materiale messo a disposizione, per essersi affidati alla N.s. società per l’acquisto di una FLIR T640 usata.

 

Al prossimo articolo!

Dario Crisafulli

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